Nascita
NASCITA DELL’ASSOCIAZIONE

L’Associazione degli Zattieri del Piave denominata “Fameia dei Zater e Menadas del Piave” si è costituita il 6 dicembre del 1982 con regolare Statuto redatto sulla falsariga dell’antica mariegola degli zattieri del Piave firmata in palazzo ducale a Venezia dal Doge Sebastiano Barbarigo il 3 agosto 1492.

L’associazione è sorta per opera della gente di Codissago, una frazione del Comune di Castellavazzo piccolo paese sulla riva del fiume Piave, e in particolare per la caparbia volontà di uno dei suoi abitanti, Enzo Losso, con lo scopo di far conoscere la grande vicenda umana svoltasi sul fiume per secoli rappresentata dal trasferimento di grandi quantità di legname dalle alte valli dolomitiche della provincia di Belluno fino alle pianure venete e alla laguna di Venezia.

Gli abitanti di Codissago, sono stati per secoli costruttori e conduttori delle grandi zattere che scendevano fino a Venezia.

Il 5 giugno 1982 danno vita a una manifestazione su un tratto di fiume tra il ponte Malcolm e il ponte Campelli per far rivivere la “menada”, fluitazione libera dei tronchi che un tempo, fino al 1942, avveniva regolarmente ogni anno.

Questa manifestazione serve a rendere consapevoli quelli che vi partecipano della necessità che non vada dimenticata la memoria storica delle vicende legate al lavoro dei loro avi lungo il fiume.

Viene così deciso quell’anno di creare una Associazione che abbia come scopo fondante la ricerca e salvaguardia di tutto quanto è legato alla vita degli zattieri del Piave, il 6 dicembre del 1982, giorno di S. Nicolò, protettore degli zattieri, nella sala riunioni dell’allora scuola elementare, sessantasei soci fondatori danno vita all’Associazione “Fameja dei zatèr e menadàs del Piave”.

Lo Statuto registrato a Pieve di Cadore dal notaio Antonio Calcagno, stabilisce tra le altre cose, che l’associazione sia retta da due Castaldi (presidenti), un Massaro (segretario-tesoriere), due Consieri (consiglieri anziani), 4 o 8 o più Marzioli che costituiscono il direttivo dell’Associazione.

Lo Statuto viene modificato successivamente in data 30 settembre 1988, durante una assemblea generale dei soci, per inserire la voce, senza fini di lucro, e adeguarlo agli scopi più ampi che l’Associazione aveva assunto, quali la ricerca della storia dello zatteraggio in ambito anche internazionale.

Che la gente di Codissago abbia nei suoi ricordi atavici la memoria del modo di vivere dei loro avi è sintetizzato bene da questo scritto di: Enrico Castelnuovo su Strenna Veneziana del 1864:

Enrico Castelnuovo su Strenna Veneziana del 1864

…lettore carissimo. se per avventura tu visiti le seghe di Wiel. e il cortese e intelligentissimo direttore dello stabilimento t’invita a una breve sosta nella casa del proprietario situata a pochi passi di lì, non te lo far dire due volte: accetta l’invito, ed entrato che tu sei nel salotto terreno di quella semplice ma elegante dimora affacciati alla finestra e guarda davanti a te. Ai piedi ti corre la Piave e si perde via via nell’ ampia vallata, al tuo fianco é lo stabilimento di seghe col suoi diversi riparti, col suo moto vario, continuo, operoso, e tutto intorno scorgi dei monti o vestiti di verde, o aridi e ignudi, o per lo lontananza vaporosi e sfumati, o coperti lo cima di neve;. Quel piccolo borgo alla tua destra proprio sulle sponde del fiume é Codissago, abitato per intero da conduttori e costruttori; di zattere. Sono veri anfibi e a ogni tratto Il vedi slanciarsi nell’acqua e immergersi fino alla cintura, sia per imprigionare una tavola che si; é divisa dalle compagne, sia per ravviare la zattera impacciata in qualche sinuosità della riva: poi; ripigliano il loro posto affidando al sole se c’é, la cura di rasciugare i loro panni grondanti. Taluni; d’essi appartengono a degli stabilimenti che si trovano più in su nel Cadore, e dopo poche ore di sonno devono, nel colmo della notte, abbandonare la loro casetta di Codissago e dirigersi verso Perarolo lungo il commino deserto, ove non altro che lo scrosciar del torrente risponde al suono uniforme dei loro passi. In mezzo a questa esistenza che non conosce riposo si creano delle modeste fortune, e fra gli abitanti di Codissago vi sono delle famiglie agiate che non abbandonano però il mestiere paterno e la zattera tradizionale.

Enrico Castelnuovo 1864

Articoli Recenti
Il Museo si trova a Codissago frazione di Castellavazzo Belluno a 6 Km dall’uscita dell’autostrada A23 Venezia-Belluno sulla sponda sinistra del Piave di fronte a Longarone.
Mail Chimp