NASCITA DEL MUSEO

Il Museo degli Zattieri
E’ il risultato del lavoro dell’Associazione degli zattieri di Codissago che fin dall’inizio della loro attività si erano posti come obiettivo. Diamo qui sotto una descrizione sintetica di quanto è stato fatto per la sua realizzazione


05.06.82 – Prima raccolta di materiali e realizzazione di una mostra nella sala riunione della scuola elementare di Codissago in occasione della “menada”, prima ricostruzione di una fluitazione libera di tronchi sul Piave. Alla realizzazione di questa mostra oltre a tanta gente che dona gli oggetti e collabora alla sua realizzazione da un grande contributo il prof. Giuseppe De Vecchi.

  • Foto Da Rif -Il museo prima della ristrutturazione
  • Foto Da Rif Franco – Il Prof. Giuseppe de Vecchi prima mostra nell’attuale sala conferenza

.06.87 – Realizzazione di un primo nucleo di museo permanente nei locali del seminterrato della scuola ristrutturati a spesedel Comune, Amministrazione Valerio Zanne, in occasione dell’incontro Internazionale degli Zattieri a Belluno voluto dal sindaco di Belluno Giovanni Crema, a cui partecipano zattieri italiani spagnoli e austriaci.

  • Delibera del Comune, Sindaco Valerio Zanne, che istituisce il museo e convenzione con la Fameia dei Zàter e Menadàs del Piave per la gestione del Museo limitatamente ai locali del seminterrato.
  • Franco Da Rif viene nominato Conservatore del Museo e da questo momento sarà il responsabile del Museo. Inizia una fitta relazione con il Prof Giuseppe Sebesta per realizzare un progetto di museo che comprenda tutto l’edificio della scuola, in previsione che la stessa si liberi per mancanza di alunni.

18.02.91Riconoscimento della sovraintendenza dei Beni Storico-Artistici della validità del Museo, al momento limitato al seminterrato della scuola.

  • La scuola elementare di Codissago si rende libera per mancanza di alunni.

10.03.92Il prof. Giuseppe Šebesta consegna al Conservatore del Museo Da Rif Franco il progetto di percorso scientifico del Museo, sulla base di questo progetto si opererà da questo momento per la sua realizzazione.

—.11.92Allestimento provvisorio del museo sui due piani superiori della scuola, la Veneta Cucine regala 12 vetrine in legno.

Fra il 1996 e il 2002 i locali della scuola vengono completamente ristrutturati per renderli idonei quale sede museale. Vengono realizzati i seguenti lavori:

SCANSIONE0339_JPGRealizzazione di una discenderia e di un ascensore per i portatori di Handicap per rendere il museo eccessibile a tutti. Rifacimento completo dell’impianto elettrico e di illuminazione.

 

Rifacimento dei pavimenti parte in piastrelle e parte in linoleum. Realizzazione dell’impianto antincendio e antifurto. Adeguamento dell’impianto di riscaldamento. Montaggio di 12 vetrine bifacciali in vetro e di 7 vetrine in legno incassate e di pannelli per esporre foto e documenti vari. Montaggio di arredi per la segreteria-archivio, la sala riunioni e i magazzini del museo. Realizzazione dell’edificio della segheria alla veneziana e montaggio della stessa. Allestimento del museo.

Questi lavori sono stati realizzati durante l’Amministrazione del Sindaco Giorgio Roccon. museo155_jpg

– fondazioni della segheria alla veneziana

segheria3_JPG

– travature di sostegno della segheria

Ottobre 2002 – il Comune, retto dal Commissario Prefettizio Dott. Veniero Dal Mas delibera di appoggiare un progetto Interreg Italia-Austria cofinanziato dal Comune e dalla Comunità Montana Cadore Longaronese Zoldano che la Regione approva nella primavera del 2003.

 

  • montaggio delle strutturein legno della segheria
  • copertura della segheria
  • pavimentazione attorno alla segheria
  • ristrutturazione del seminterrato

Con questi fondi, 62.000 euro, nell’anno 2004, i lavori sono stati ultimati durante l’amministrazione del Sindaco Franco Roccon, realizzando una scala esterna in ferro zincato, cinque porte antipanico, il montaggio di tende alle finestre e della segnaletica del percorso del museo, il completamento dell’allestimento, la realizzazione del sito internet del Museo.

Tutti i lavori di questi anni sono stati realizzati sotto la supervisione del Conservatore del Museo Da Rif Franco e seguendo le indicazioni del progettista del percorso scientifico del museo il Prof. Giuseppe Sebesta. Per realizzare queste opere abbiamo avuto a disposizione fondi da parte di enti e privati.

Se si considera che di questa cifra 79 Ml provengono dal fondo di rotazione istituito dalla regione veneto e devono essere restituiti a rate in 10 anni si può dire che l’associazione Fameja dei Zater e Menadas del Piave ha realizzato questo museo unico nel bellunese a essere dotato di tutti i requisiti richiesti a un moderno museo con la cifra ridicola di 674,6 Ml.

Non dobbiamo dimenticare che i soci dell’associazione hanno realizzato molte opere con un generoso lavoro di volontariato, si può calcolare che più di 4000 ore siano state fatte gratuitamente dai soci dell’Associazione. In particolare devo citare il Castaldo Polla Leo. Olivier Ivan e Losso Fulgenzio per il loro grande apporto totalmente disinteressato.

Naturalmente in questi anni sono stati raccolti molti oggetti, donati da persone generose a cui va tutta la nostra gratitudine, che in parte sono stati esposti e in parte sono ancora in magazzino.

Nel 2004, nove anni dopo la definitiva concessione dell’edificio, quale sede museale, questo museo è stato inaugurato.

Crediamo di avere svolto come associazione tutto quello che era possibile fare per realizzare l’obiettivo che ci eravamo prefisso con la firma della convenzione nel 1995 con il comune di Castellavazzo per la presa in comodato e la gestione del museo.

Se i soci dell’associazione hanno la coscienza di aver operato al meglio dando in forme totalmente gratuite e disinteressate un grande apporto, non possiamo dimenticare quanti in questi anni hanno contribuito alla realizzazione di questo museo, a partire dalla Comunità Europea, laRegione Veneto, la Provincia, la Comunità Montana Cadore Longaronese Zoldano, i comuni di Ospitale e Longarone, il Bim per citare gli enti pubblici, la Fondazione Cassa di Risparmio di Ve Vi Bl e An, l’Enel, la Ditta SEP, la Veneta Cucine, la Ditta D.I.P, lo studio tecnico dell’ing. Maurizio Olivier, la Ditta David Nazzareno di David Armando, la famiglia Bruno Olivotto,Giovanni Crema per citare i privati.

Un discorso particolare merita l’Amministrazione Comunale di Castellavazzo che da sempre ha sostenuto questa realizzazione, in particolare il Sindaco Giorgio Roccon che dal 1995 al 2002 ha retto questa amministrazione negli anni cruciali per la realizzazione di quest’opera.

Senza il costante e sollecito apporto dell’amministrazione comunale e dei tecnici e il personale interessamento del sindaco non sarebbe stato possibile realizzare tutto questo. Notevole è stato lo sforzo finanziario sostenuto dal Comune per questa realizzazione. E’ una cosa che non dimenticheremo.

La Fondazione Cassa di Risparmio di Ve Vi Bl e An è stata determinante con i suoi contributi per il Museo, soprattutto per la realizzazione dei percorsi per i portatori di Handicap..

L’Associazione si è poi avvalsa della collaborazione sempre disinteressata di un gigante dell’etnografia il prof. Giuseppe Sebesta che con le sue sterminate conoscenze e la sua alta statura morale è stato il perno attorno al quale abbiamo costruito il museo, difficilmente avremo la possibilità di sdebitarci per quanto egli ha fatto per noi in questi anni.

Personalmente un grazie lo devo a Enzo Losso che, a me che nulla conoscevo delle vicende degli zattieri, ha trasmesso le informazioni e la passione per la riscoperta di questa grande storia.

L’inaugurazione del Museo naturalmente non sarà che una tappa importante di questa istituzione, altri progetti seguiranno per rendere sempre più interessante questo centro di cultura di interesse internazionale.

L’antico mondo del lavoro, un tempo maltrattato e poco considerato, la vita di tanta gente forte intelligente e coraggiosa che si sottoponeva a un duro lavoro per mantenere la propria famiglia, i nostri avi della cui vita dobbiamo andare fieri, avrà qui un luogo dove saranno ricordati per sempre.

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Il Museo si trova a Codissago frazione di Castellavazzo Belluno a 6 Km dall’uscita dell’autostrada A23 Venezia-Belluno sulla sponda sinistra del Piave di fronte a Longarone.
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